Acquario

Tu che leggevi piano
le mie parole su di te
sommesse e senza senso
spiavi nel buio
che mi conteneva
alimentando il fuoco
interiore che ardeva
senza bruciare.

Quanto dolore in quei
giorni perduti di gioventù
trascorsi sulla sedia
alla scrivania o
sul dondolo della veranda
aspettando venisse il tuo
vento a portarmi via.

La tua malvagità non
aveva confini, come
l’amore sconfinato per
qualcosa che ancora
non conoscevo ma che anelavo
come un mendicante.

Eri la maestra ed io
l’insegnante
avevamo entrambi da dare
e prendere
credevamo
ma non sapevamo niente
di noi né del mondo in
cui sguazzavamo come due
pesci rossi dell’acquario
nel nostro mare sconfinato
dalle pareti di cristallo.

13 marzo 2015

Un mattino

Il nodo nel legno vortica oscuro,
imposte chiuse, paletti in ferro bruno,
d’ottone la maniglia mi osserva
come un punto esclamativo,
povera ballerina che ruota sulle punte;
c’è un galletto arzillo,
un albero da frutta in un cestello,
vicini ma irraggiungibili rimangono
staticamente appesi al cielo di ceramica.
La bocca del vortice giace silente,
la sua ombra è geometricamente impossibile,
due piccoli capezzoli bianchi attendono,
prima o poi, un polpastrello che li sfiorerà.

Il popolo dorme nelle pose più strane,
chi in piedi, chi di lato, a pancia sotto
o sotto sopra, nudi o vestiti,
sporchi o da lavare, oggetti lasciati
sull’acquaio rilucente d’acciaio.
Pigolano uccellini nel cesto della frutta,
dal nido le pere allungano il becco
chiamando il babbo…
si sa bene tutti che le pere non hanno
la mamma.

Sono bloccato in una pagina del calendario,
posso muovermi da una casella all’altra
solo una volta al giorno,
e così cambio umore e numero.
Tutti siamo numeri,
tutti proveniamo da una casella
di un calendario
e ce ne andiamo per la stessa via.
Oggi è un giorno rosso
come l’orologio che lo sovrasta,
il suo ticchettio è ingombrante,
fastidioso di monotonia e ossessività;
occhiali da vista mi guardano
tra tazze e biscotti
ed io vedo in loro trasparenza e inutilità
senza un occhio che gli appartenga.

Il gas sta fuggendo via
correndo veloce tra gli ingranaggi
del contatore,
la fiamma s’è accesa ancora una volta,
fuori è freddo, sono le sette,
la pendola canta con voce suadente
rintocchi ammalianti,
tutto è statico eccetto questa mano,
eccetto questa mente,
anche l’acqua della bottiglia ondeggia
al ritmo della penna che scrive
come se fosse la lunga onda del mare
che la luna sollecita
esercitando il suo potere occulto.

14 aprile 2019

Raggio

Disegno personale

Fu il raggio ad essere luce
ma fu anche ruota di bicicletta
rosa di maggio
rosone di chiesa

rosetta di pane
Rosina da baciare
e poi rossetto
sulle labbra socchiuse

Fu sempre il raggio a
scomporre la luce
attraversando un miraggio
di bicicletta

3 maggio 2015

La terra

LA TERRA SI PRENDE CURA DI TUTTI GLI ESSERI VIVENTI

Fotografia personale

LA TERRA SI FA BELLA PER TUTTI GLI ESSERI VIVENTI

Fotografia personale

LA TERRA SI CIBA DI TUTTI GLI ESSERI VIVENTI

Fotografia personale

Oscurità

Fotografia personale

Ogni volta mi sorprendi,
tutto quel che era,
dopo, non era più.

Vivi nel buio dei pensieri,
mi visiti in sogno
che mai è un sogno.

Oscurità, terre brume e brulle,
lande desolate percorse
da specchi d’acque profonde.

Mi sorprendi, ed ogni volta
tutto si trasforma, muta,
rimango impantanato e solo.

La sorpresa nasconde gioia poi
tutto diventa apprensione,
sei Arpia, Chimera o Fenice?

13 aprile 2013

Padre

Un tempo lontano ti chiamavo padre
come se tu fossi un familiare
invece che una divinità preziosa
che impiegava il tempo a farsi pregare.

O non hai sentito il mio richiamo
o la voce troppo bassa non hai ascoltato
così, mai mi hai parlato.

Ti avvertivo, nonostante tutto, eri vivo
ti cercavo, ti sentivo padre,
dovevi essere la mia guida
spiegarmi come fare a vivere e
come trovare il coraggio di morire
ma non l’hai mai fatto,
più ero convinto di averti trovato
più ero disperato e perduto.

Si avvicinano le montagne,
alti gli scogli, basse le onde,
maree patetiche lievitavano
a lambirmi le caviglie
e tu danzavi sulla mia spina dorsale
senza sapere da che parte far nevicare,
padre perduto mai riscontrato
perché mi hai illuso di esserci stato?

31 dicembre 2018