Rami intrecciati

Fotografia personale

Filippo ci ha lasciati nell’aprile di quest’anno, neanche cinque mesi fa, sembra passata un’eternità. Il vuoto lasciato dalla sua mancanza è grande, ma il suo pensiero è ancora qui, come sono sicuro che sarà ancora con tutti coloro che l’hanno conosciuto, e con tutti i fortunati che hanno avuto il piacere di ricevere da lui il dono di una recensione dei propri lavori.
E’ da un po’ che mi frulla l’idea di riproporre i suoi scritti (solo quelli che mi riguardano direttamente) e lo voglio fare qui, su questo blog, anche se non è più lo stesso che lui ha visitato, con gli scritti che ha scelto e con le parole che ha deciso di regalarmi. Ho chiuso il mio blog proprio pochi giorni prima che lui se ne andasse. Quando ho aperto il nuovo, ossia questo, tutto l’universo era cambiato, e con il blog ho perduto anche la testimonianza importante della sua presenza. Consiglio la visita agli articoli originali sul blog di Filippo “Le Mie Cose | Parole in flusso” (cliccando sui rispettivi link colorati), anche perché sono completi di immagini e testi da lui scelti, qui ho riportato solamente le sue recensioni.

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Carta Carbone: “Alba” di Carlo Becattini
Posted at 14:30 by Filippo Fenara, on Agosto 9, 2020

Inafferrabile, la creatività di Carlo Becattini è inafferrabile. Spesso irta di spine e costellata di spigoli, l’autore non cede al canto delle sirene dell’allinearsi a ciò che funziona, anzi, sovente i suoi scritti sono una provocazione alla piramide gerarchica del prestabilito e dell’omologazione. Lampanti esempi di ciò sono le sue “Escremenzialità” oppure la sovversiva “Oltre“. Ma Becattini ha una cogitazione tematica mutevole pur restando risoluto nella sua etica ferrea, passa dalla cristallina adulazione della natura di “Alba” alla narrazione dall’insolita sensualità di “Uomini e Donne“. L’autore è un caleidoscopio di punti di vista, filtrati da una gamma di nuances pressoché interminabile: come l’immagine di copertina di questo articolo, Carlo Becattini è anche eccellente disegnatore che usa la propria arte visiva a corredo dei suoi originali scritti, insomma, un creativo a 360 gradi che seguivo da tempo ma non riuscivo a catturarne un’istantanea perché colto sempre in un fermento compositivo ben radicato ed allo stesso tempo sfuggente. Seguite il suo blog… se ne siete capaci! (Filippo Fenara)

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Carta Carbone: “Prigioniero” di Carlo Becattini
Posted at 07:30 by Filippo Fenara, on Settembre 16, 2020

Non voglio, d’ora in poi, tranne che per i nuovi ospiti della rubrica, perdermi troppo nelle note biografiche dell’autore (per le quali vi rimando alle info del suo blog o profilo che sia), ma soffermarmi brevemente sui motivi che mi hanno colpito o fatto riflettere della poesia o racconto cartacarbonato. In precedenza abbiamo conosciuto Carlo Becattini per la sua delicatissima “Alba“, in questo frangente mi ha fatto molto riflettere questa “Prigioniero”, ovvero il sentirsi prigionieri di un corpo in decadimento o, come scrive lui, un “Involucro deteriorabile in corruzione”. Questa riflessione è tipica per chi ha una forte coscienza del sè (da distinguere dall’ego) e vive il proprio corpo come una fatiscente prigione; in quest’epoca dove il corpo è il feticcio commerciabile da curare ed esaltare a qualsiasi costo, ci sono ancora persone come Becattini che hanno sviluppato un’anima talmente estesa e vasta da sentirsi costretti e dipendenti da questo meccano in carne ed ossa. Lo stile di scrittura è da definirsi asciutto fino alla spina dorsale del concetto, l’ipnotica immagine di copertina è realizzata sempre da Carlo Becattini (Galleria – 2018 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale). Questa poesia è un perno attorno al quale compiere evoluzioni riflessive importanti, tutto questo grazie a Carlo Becattini. (Filippo Fenara)

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Il, Lo, La, I, Gli, Le: “Lettere Dall’isola” di Carlo Becattini
Posted at 21:00 by Filippo Fenara, on Settembre 28, 2020

Questa sera, prima di abbandonarci all’abbraccio di Morfeo, vi propongo una breve composizione di Carlo Becattini dal blog “Poesie Stralciate” accompagnate da un’immagine di copertina disegnata di suo pugno, in realtà collegata ad un’altra sua poesia, ovvero “Particelle“. “Lettere Dall’isola” è un canto in bilico tra la lettera, il poema e il racconto, è metafora della solitudine di un uomo, status che in tanti abbiamo provato negli ultimi mesi a causa della quarantena, della diffidenza reciproca indotta dal “divide et impera” e del deteriorarsi dei rapporti umani svuotati dai valori ancestrali in virtù di un fiorente mercimonio d’anime. Non mi resta che augurarvi una buona lettura ed una serena notte. (Filippo Fenara)

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Il, Lo, La, I, Gli, Le: “Susanna e i Compagni Di Scuola” di Carlo Becattini
Posted at 20:30 by Filippo Fenara, on Ottobre 20, 2020

Il valore artistico di Carlo Becattini, per chi segue LeMieCose, oramai è appurato con certezza. E questa sera, in controtendenza con l’idiozia compulsiva dei social, vi propongo un suo racconto – a mio parere bellissimo – molto triste. Lo faccio perché ho capito dalle sue parole che non è importante ridere sempre, ma ridere consapevolmente, la soluzione ai dolori della vita non è l’intrattenimento, ma l’assunzione di verità e bellezza sotto ogni forma esse si presentino. Questo racconto ne è un esempio. Buona lettura e buona serata a tutti.

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Il, Lo, La, I, Gli, Le: “Parole In Libertà” di Carlo Becattini
Posted at 20:30 by Filippo Fenara, on Novembre 13, 2020

Questa introduzione vuole essere soprattutto un ringraziamento all’eccelso Carlo Becattini che, “prestandomi” spesso le sue meravigliose poesie nonché i suoi racconti esilaranti, alimenta lo spessore di LeMieCose, calamita visualizzazioni e likes e mi aiuta a portare avanti la mia utopica missione di diffusione di bellezza in questo mondo dipinto di brutture. Ora sorseggiatevi questo suo godevolissimo flusso…

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Carta Carbone: “Profondità” di Carlo Becattini
Posted at 20:30 by Filippo Fenara, on Novembre 16, 2020

Le carte carbone mi sussurrano che Carlo Becattini è sinonimo di altezze liriche sublimi (vi invito solamente a rileggere, per esempio la c.c. di “Prigioniero“) sia che si esprima per versi, sia nella sua prosa dalle nuances infinite. Quello che adoro di “Profondità” è proprio la profondità del solco che i versi tracciano nell’anima del lettore, la straziante malinconia di un addio, Becattini si dimostra domatore d’emozioni, padrone di un vocabolario vastissimo con il quale ha la capacità comunque di arrivare diretto al cuore senza troppi sofismi o vezzi da giocoliere delle parole. Non voglio essere troppo ossequioso per non edulcorare eccessivamente l’atmosfera del poema, ma vi chiedo solamente, cosa ne pensate della chiusa “Per quella bocca schiusa dove il riflesso della luce giocava a rincorrersi sulle labbra lucide”? (Filippo Fenara)

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Carta Carbone: “Piccole Parole” di Carlo Becattini
Posted at 08:00 by Filippo Fenara, on Novembre 27, 2020

Adoro quella ricerca della semplicità, quel voler essere goccia di un mare, quel non ostentarsi cercando di distinguersi a tutti i costi, quell’utilizzare il suo aureo talento per arrivare a contatto con l’elementare ma irrisolvibile enigma della permeabilità delle anime sensibili. Carlo Becattini, che per l’ennesima volta ringrazio per avermi permesso di esporre un suo gioiello nella modesta vetrina delle carte carbone, già dal titolo “Piccole Parole” infonde un senso di acerba ed illusoria intimità retaggio della stagione dell’innamoramento. Poi la poesia prosegue dolcemente, quasi sussurrata, con delicati riferimenti al gioco, agli adolescenti, ad un cielo colmo di speranza, tutti elementi che risultano, per i protagonisti della narrazione, “sconvolgenti”, pur rimanendo nell’ambito dell’innocenza espressiva e nel tepore immaginifico ricamato dallo scrittore toscano. Ritengo che la peculiarità di Carlo Becattini, sia quella di avere il governo e il controllo delle sue sconfinate capacità tecniche, per poterle incanalare in una condivisione collettiva e non elitariamente snob, come tanti scrittori finiscono per fare. Ma quella è un’altra storia che non si può raccontare con le “Piccole Parole”. (Filippo Fenara)

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Il, Lo, La, I, Gli, Le: “Vorrei” di Carlo Becattini
Posted at 19:00 by Filippo Fenara, on Novembre 30, 2020

La mia breve prefazione comincia con un accorato ringraziamento a Carlo Becattini, che spesso e generosamente ha “prestato” le sue poesie trasognanti e la sua magnificente prosa agli spazi virtuali di LeMieCose, generando stupore, complimenti e stima nei lettori per il suo scrivere capace di trasformare il sogno in sensazioni positive, incoraggianti e romantiche. “Vorrei” è in realtà quello che si auspicano le anime gentili per il futuro, raccontato con l’usuale levità e comprensibile prosa di Carlo Becattini, del quale consiglio di seguire il blog “Poesie Stralciate“, fucina di scritture ad altissimo livello. Buona lettura.

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Il, Lo, La, I, Gli, Le: “Giorni Graffiati” di Carlo Becattini
Posted at 21:00 by Filippo Fenara, on Dicembre 15, 2020

Gli scritti di Carlo Becattini, sia in poesia che in prosa sono, come dicevano gli speakers delle radio libere un po’ di tempo fa, “i più richiesti dagli ascoltatori” (ovviamente lettori, in questo caso) sulle frequenze di Le Mie Cose. Lo capisco, lo scrittore toscano è un po’ il “mio” asso nella manica, potrei tranquillamente scegliere ad occhi chiusi tra le tracce del suo sconfinato repertorio con la matematica certezza di riuscire ad incantarmi e ad incantare i followers di questo blog a cospetto del suo scrivere nitido, scorrevole, compito: il suo talento che più mi lascia sbalordito è la capacità di creare una connessione intima, come se ognuno di noi fosse l’unico destinatario delle sue lettere, protagonista assoluto delle poesie e coinvolto in prima persona dai suoi racconti. Augurandovi una serena notte, vi lascio quest’incanto di missiva che, come da copione, vi entrerà sommessamente sotto il petto. (Filippo Fenara)

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Carta Carbone: “La Vendetta Si Veste D’amore” di Carlo Becattini
Posted at 12:30 by Filippo Fenara, on Gennaio 1, 2021

Fiorisce Nel Buio Dell’anima Il Fiore Più Bello” sottotitola il blog Poesie Stralciate. Ma non sono d’accordo, forse esistono diverse tipologie di buio, alcune più fertili, altre completamente improduttive, se non nocive. Cose da filosofi. Tant’è che le meravigliose infiorescenze che hanno salde le radici nell’anima, probabilmente buia, di Carlo Becattini custodiscono il segreto dell’unicità, sono fragranze curative, lenitive, oniriche ma con i piedi per terra; da quando ho la fortuna di poter leggere i componimenti (in prosa o poesia) di quest’illuminato autore, la mia anima strappata ha trovato ristoro, ho riconosciuto il volto della rinascita attraverso la fine, ho dato un posto caldo alla speranza dentro il mio cuore ed è per questo che, sinceramente, sono profondamente riconoscente alla luce scaturita dall’oscurità di Carlo Becattini. Condividere con tutti voi ad inizio anno questa sua ennesima eclatante poesia è l’unico buon proposito che mi sono proposto, il resto, come è stato per me, verrà da sè. (Filippo Fenara)

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Carta Carbone: “Sembra Ieri” di Carlo Becattini
Posted at 18:00 by Filippo Fenara, on Febbraio 18, 2021
Avessi il tempo e la possibilità, dovrei dedicare un blog intero a Carlo Becattini. È uno di quei poeti illuminati che non sbaglia un verso, una parola, una delle sue sceneggiature immaginifiche che riproducono il sogno con una fedeltà superiore a quella riportata dai cinque sensi. Che scriva d’amore, della natura o che si muova in spazi onirici con una semantica fatta di simbologie lessicali, sembra sempre essere a suo agio e si trasmette con un’intensità notevole che, non solo a detta mia, arriva direttamente al cuore, bypassando il cosciente. In questa breve elegia dallo sfondo post apocalittico riesce a togliere il fiato, a far provare sensazioni gelide ma straordinariamente vere. Da non perdere. (Filippo Fenara)

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Carta Carbone: “Poetastri” di Carlo Becattini
Posted at 14:00 by Filippo Fenara, on Marzo 8, 2021

Io, sebbene lungo il mio percorso scolastico sia stato un discreto somaro, mi ritengo, senza piaggerie e sviolinate, un attento alunno di alcuni autori che ho eletto “a pelle” come fari nel mare in tempesta della letteratura contemporanea. Tra questi c’è sicuramente Carlo Becattini del quale, oltre a non avere le competenze necessarie per dibatterne la tecnica sopraffina, ho incamerato attraverso il tempo l’etica umana e l’umiltà della quale mancavano i professori e maestri che avrebbero dovuto “educarmi” alla bellezza. Non credo sia un segreto che, dopo un paio d’ingenue partecipazioni ormai anni fa, ho capito che la competizione scrittoria dei contests e dei concorsi è una grottesca scimmiottatura della dignità contenutistica degli autori a scopo di lucro, non nascondo nemmeno di aver visto sempre nell’autoproduzione (dopo aver sofferto cocenti delusioni in ambito musicale) e nella disintermediazione editoriale il mezzo di profusione più genuino di saggi, libri, album musicali e opere artistiche in genere. Questo proemio per dimostrare la mia estrema gratificazione nell’incontrare affinità di pensiero in questo testo di Carlo Becattini che, con categorica lucidità, già nel 2019 denunciava con un’elegante ma perentoria invettiva quello che ad oggi è diventato il mostruoso mercimonio artistico virtuale, incoraggiato dalla modalità speculativa degli algoritmi avidi dei social e perseguito da arrivisti senza scrupoli scevri di talento alcuno. Lo scritto di denuncia, l’invettiva, il “dissing”, benché siano stati estromessi dal glitterato contesto del “poeticamente corretto”, hanno assolutamente ragione d’esistere e considerarli come un gesto di supponenza ed immodestia significherebbe soffermarsi a guardare il dito e non la luna. La verità fa male solo a chi vive di finzione. (Filippo Fenara)

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Carta Carbone: “A Cuore Aperto” di Carlo Becattini
Posted at 17:00 by Filippo Fenara, on Marzo 24, 2021

Il mondo virtuale della scrittura contemporanea rispecchia la democrazia individualista che permea l’umanità: i numeri mistificano tutto ciò che è mediocre glitterandolo e ponendolo sotto gli accecanti riflettori di un potere impuro, il merito oggettivo viene immolato sull’altare di una libertà coercitiva legata all’arricchimento economico, alla visibilità, al mero e torbido. Carlo Becattini si muove invece, a mio parere, sul lato rilucente della medaglia, è un solista che silenziosamente sale sul palco di una jam session luciferina e caotica, inumidisce l’ancia e, senza la vanagloriosa necessità di ostentarsi, soffia sul foglio poche note, rarefatte ma nitide, nette, quelle che fanno sentire il sapore del cosmo, emozioni che si fanno accarezzare come il dorso liscio di gatti lessicali, rilascia l’essenza del Maestro che non si siede dietro la cattedra ma si accomoda in fondo alla classe in una zona d’ombra. “A Cuore Aperto” è un assolo che s’armonizza con l’orchestra dei sentimenti senza per questo volerne arrogantemente spiccare. Per me Carlo Becattini, come canta Paolo Conte, “…e dentro l’anima per sempre resterà”. Silenzio in sala. (Filippo Fenara)

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Giunto alla fine di questo articolo anomalo, più personale che da condividere, che dire se non: grazie Filippo per questo bellissimo regalo che porterò per sempre nel cuore, unitamente al tuo ricordo. Sei riuscito a capirmi e a dipingermi così come sono.

15 pensieri su “Rami intrecciati

    1. Mi piaceva l’idea, si avverte di più la persona reale che il poeta, che bene o male agisce sempre dietro una maschera che lo deforma, mettendo in risalto l’aspetto interiore a scapito di quello umano. Spero di essermi spiegato bene, onde evitare fraintendimenti. 🙂

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      1. Ti sei spiegato benissimo e, a tal proposito delle Carte a Carbone di Fil, anch’io avrei l’idea nella rubrica che a lui ho dedicato, di tanto in tanto alternare le poesie con una sua recensione dedicata a voi poeti della piattaforma. A dire il vero a tal proposito ne avrei già copiate diverse sul mio driver tra le quali anche una o due non ricordo esattamente, dedicata a te. L’unica cosa che sino ad oggi mi sta ancora trattenendo dal postarne come ripeto, una ogni tanto, è il timore di poter suscitare un ulteriore dolore e rammarico a voi poeti, della sua scomparsa. Ti confesso che sono molto combattuta, della serie: non so che pesci prendere. Mi piacerebbe conoscere il tuo parere al riguardo visto e considerato che ti ritengo una persona di un certo spessore. Se preferisci puoi anche scrivermi in privato tramite il form del mio blog. Buon pomeriggio!!!

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      2. Ma infatti, anche io ci ho pensato tanto prima di agire, non si sa mai se le nostre azioni verranno capite dagli altri, e c’è sempre la possiilità di urtare la suscettibilità di qualcuno, infatti se noti come ho strutturato il mio articolo: non ho “saccheggiato” il blog di Filippo, ma ho solo copiato ciò che lui aveva scritto per me; per la lettura completa dei suoi articoli ho rimandato al suo blog tramite link; non ho voluto assolutamente sfruttare i suoi scritti per farmi pubblicità o vantarmi di chissà cosa, infatti nel mio articolo non compaiono i miei scritti, ma solo i commenti a quegli scritti, che se si vogliono leggere bisogna andare sul blog di Filippo; mi interessava veramente, più per me che per i lettori, avere i suoi commenti sul mio blog e l’ho fatto una sola volta radunandoli tutti, proprio per non approfittare della situazione che potrebe essere vista come una operazione per raggranellare consensi; infine non bisogna dimenticare che Filippo è deceduto, non c’è più, anche se il suo blog è sempre visibile, e non mi va tanto di andare a razzolare nei suoi cassetti, anche se pubblici; mi interessava mettere in evidenza la persona e la sua sensibilità, era molto bravo; infine qualche parente o chissà chi potrebbe decidere di chiudere il suo blog e di lui non rimarrebbe più niente, se non nei nostri ricordi. Questo è stato il mio comportamento per realizzare ciò che mi ero proposto, per quanto riguarda ciò che vuoi fare te non posso dire niente se non che di agire secondo coscienza col cuore in mano.

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      3. A tua differenza io invece vado nel suo hl8g a copiare le poesie, anche perchè honil terrore che da un giorno all’altro potrebbe anche non 3ss3re più visibile e per questo cerco di fogliare 1ualc8sa sul mio driver propriio per cercare di tenerlo il piu a lungo possibile ivivo l ricordo di tutti noi di wp. Per tutto il resto ti ringrazio. 😉

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